Domenica 31 maggio, mentre nelle nostre Chiese festeggiavamo al Trinità, in Grecia festeggiavano la Pentecoste. Per me è una festa speciale la Pentecoste, perché a Pentecoste del 2001 ho ricevuto il battesimo. Nel Santuario di Megali Panagia il parocco Padre Petros (detto Papapetros) nella mattina ha benedetto l’icona, la quale rimarrà sotto l’Altare per 40 giorni e poi la riprenderà a casa nonna Maria e la potrà venerare! Il 14 maggio mio padre e la sua amica Anny hanno consegnato l’icona e papà il 15 maggio ha scritto: “Penso alla felicità di nonna Maria, la nostra “iaià” ellenica, quando ieri sera le abbiamo donato l’icona che ha fatto per lei mia figlia Alice. Si tratta di una copia della sacra immagine di Panaghia Kastrela, portata in Pirgadikia dai profughi Greci cacciati dalla Ionia negli anni ’20 del secolo scorso dopo gli accordi di “pace”. L’icona, che secondo gli studiosi potrebbe avere più di 1000 anni, fu trovata in mare al tempo dell’iconoclastia da un pescatore di Aftoni, un piccolo porto sul Mar di Marmara, all’epoca abitato da popolazioni elleniche, e venerata nella chiesa locale. La storia racconta che i fedeli cristiani di Costantinoupoli preferivano gettare in mare le icone pur di non farle distruggere dalla furia degli iconoclasti. Avere a cena la madre della nostra amica Anny, grande esempio dell’ospitalità ellenica; ascoltarla raccontare le storie di suo padre “papou papas”, dei profughi e della guerra; ricevere le sue parole commosse quando le abbiamo dato il nostro dono; vedere le sue lacrime di gioia e di emozione mentre baciava l’icona, consacrandola con il pianto: queste sono cose che si imprimono nella tua mente, incancellabili.”
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(nelle foto: la sacra immagine originale, la copia benedetta, Maria Papagheorghiou Georgudi con i suoi tre nipoti, il monumento che ricorda suo padre Athanansios Papagheorghiou)
Benedetta l’icona in Grecia
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