Monastero di Bose

E’ il 30 Novembre e stamattina presto mio marito mi ha portato qui per concedermi 5 giorni di ritiro, preghiera e corso di iconografia con l’iconografo Norberto. Questo luogo per me (per noi) è speciale perché nel dicembre del 2000 io e Federico ci siamo conosciuti e innamorati durante una chiacchiera dopo cena proprio qui. Era freddo ed eravamo fuori dal locale dove si lavavano i piatti. Ricorderò per sempre quel momento, quel sorriso, quella pace. Nei giorni successivi ci siamo appassionati delle nostre vite e gli ho lasciato il mio numero di telefono sul retro di uno scontrino. Una settimana dopo è venuto a trovarmi a Como e da allora non ci siamo più lasciati. Per noi Bose è magia, è incontro, è amore, è semplicità, è accoglienza, è sentirsi a casa, è essere in due con la complicità di Gesù, è pace, è ritrovarsi.

Monastero di Bose

Oggi è iniziato il corso. Norberto mi ha proposto una icona nuova e oggi ho ritrovato il piacere del disegno. Studiare le forme, copiarle, interpretarle, accoglierle. Dividere gli spazi e litigare con compasso e riga che continuano a sostenere che un cerchio si inscrive solo in un quadrato.

Questo è il modello che sto studiando: S. Serafino di Sarov in dialogo col suo discepolo.IMG_0054

L’icona di San Serafino di Sarov in dialogo col suo discepolo è una delle immagini più note e amate della spiritualità russa, di seguito alcune informazioni.

Il soggetto: non rappresenta un episodio biblico, ma un evento della vita del santo. San Serafino (1759–1833) fu un monaco eremita e starec (padre spirituale) del monastero di Sarov, veneratissimo in Russia. Era famoso per la sua profonda vita di preghiera, per i miracoli e per la capacità di trasmettere pace e consolazione.

La scena: l’icona raffigura Serafino seduto su un tronco o una panca, nella radura davanti alla sua cella nel bosco, in colloquio con il suo discepolo e benefattore, il laico Nikolaj Motovilov. Questo incontro è storicamente avvenuto nell’inverno del 1831, ed è rimasto celebre perché Motovilov riportò la conversazione in cui Serafino spiegava che lo scopo della vita cristiana è l’acquisizione dello Spirito Santo. Durante il dialogo, secondo la testimonianza, il discepolo percepì fisicamente la luce increata e il calore dello Spirito che avvolgeva il santo.

Aspetto iconografico:

Serafino è raffigurato come anziano, con barba bianca e abito monastico.

Spesso è seduto, con la mano alzata in gesto di spiegazione o benedizione.

Il discepolo Motovilov è in atteggiamento di ascolto, seduto o inginocchiato davanti a lui.

Sullo sfondo può esserci la foresta, segno della sua vita eremitica, oppure un alone luminoso che allude alla teofania vissuta.

Significato spirituale:

L’icona non è solo memoriale storico, ma vuole trasmettere il cuore dell’insegnamento di Serafino: il cristiano non deve limitarsi alle opere esteriori, ma tendere alla trasformazione interiore mediante la grazia dello Spirito.

L’episodio diventa una “icona della luce divina” che si comunica attraverso la relazione maestro-discepolo.

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