In questa quaresima ho avuto il privilegio, ancora una volta, di contemplare Gesù Crocefisso e sentirmi amata, privilegiata e accompagnata quotidianamente.
La Croce di Taizè, copia del crocefisso che a Taizè accoglie i giovani in cammino presso la comunità, è stata benedetta dal nostro vescovo il 26 marzo all’inizio della Via Crucis dei Giovani delle Diocesi di Susa e Torino “IL TUO AMORE E’ PER SEMPRE”.
Questa particolare condizione di pandemia ha condizionato l’evento che è stato svolto a distanza con una piccola delegazione di giovani ma ci ha anche dato immagini incredibili che restano visibili sulla pagina You Tube della Pastorale Giovanile di Torino.
Potete rivedere l’evento qui e vedere la benedizione dell’icona e la Via Crucis presieduta dal Vescovo Cesare con Don Luca, Don Antonello, Don Giuliano.
Tre aspetti di questa scrittura desidero condividere con chi mi segue.
Innanzitutto il tempo: questa quaresima per la mia famiglia è stata particolare perché è iniziata con l’accoglienza di due ragazzi afgani trovati su un camion proveniente dalla Serbia in fuga verso la Francia. Ho realizzato questa icona mentre accanto a me i miei ragazzi di Casa Aylan accoglievano i ragazzi nuovi; mentre loro, musulmani, pregavano e ringraziavano Dio per aver trovato accoglienza (seppur breve e provvisoria); mentre con mio marito cercavamo di capirli e prenderci cura di loro nonostante la lingua. Il primo venerdì di quaresima, alla preghiera di Taizè a Torino SPERARE SEMPRE IN TEMPO FAVOREVOLE E SFAVOREVOLE Frère Saviere di Taizè ha parlato proprio di accoglienza e mentre pregavo mi sembrava parlasse con me.
Poi la preghiera: ho deciso di scrivere ogni giorno i nomi delle persone che amo ai piedi di Gesù. I ragazzi della mia famiglia, quelli che ci sono stati e non vivono più con noi, i nostri genitori, mia sorella e la sua famiglia… e poi gli amici, le persone che amo, il nostro vescovo, Don Luca… questi nomi restano nascosti sotto il nero ai piedi di Gesù ma Lui li conosce e conosce le intenzioni del mio cuore.
Infine l’Olifa: terminare l’icona e stendere l’olifa calda, attraverso un massaggio che permetta all’olio di entrare negli strati di pigmenti, consolida le giornate dei lavoro e preghiera. Massaggiare il corpo di Gesù mi ricorda quanto ha dato per noi, quando ci ha amato e quanto devo impegnarmi per amare e accogliere le persone che il Signore mi mette accanto.
L’Icona di Taizé ora è disponibile contattando la Pastorale Giovanile per organizzare incontri di preghiera in parrocchia e accompagnerà i giovani nel pellegrinaggio di fiducia a capodanno 2021.
