Archivi categoria: la mia vita

Verso il laboratorio

Nelle ultime settimane è successo qualcosa di speciale: ho finalmente dato forma al mio nuovo laboratorio di iconografia a Piobesi Torinese.

Tra scatoloni, mobili da montare, cavalletti da posizionare e colori da sistemare, l’atmosfera è stata un mix di entusiasmo, risate e un po’ di sana fatica (soprattutto per i ragazzi di Casa Aylan che come sempre mi assecondano nei progetti e nelle idee).

Pian piano lo spazio ha iniziato a prendere vita: ogni scaffale riempito, ogni pennello trovato al suo posto, ogni dettaglio sistemato mi ricorda che questo non è solo un luogo di lavoro, ma un ambiente pensato per accogliere persone e condividere arte e spiritualità.

Guardando la luce che entra dalla grande vetrina e si posa sui futuri lavori, viene spontaneo immaginare le icone che nasceranno proprio qui: piccoli frammenti di bellezza che porteranno con sé un pezzo di questa nuova avventura.

Per ora abbiamo fatto anche qualche foto dei momenti di “work in progress” che raccontano bene l’energia e la gioia di questi giorni di preparativi.

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JUBILMUSIC 2023

Dal 10 al 12 novembre si è svolta la 17ª edizione del Festival Internazionale di Christian Music a Sanremo e io sono stata chiamata per scrivere un’icona sacra durante l’esibizione degli artisti. Il tema ha “Luci di speranza” ha ispirato il mio intervento, che ha visto la realizzazione di un volto di Cristo.

L’icona è stata poi posta su un cavalletto e illuminata durante l’evento e non era un semplice elemento decorativo, ma parte integrante dell’esperienza spirituale del Jubilmusic 2023: un gesto artistico e liturgico insieme, in cui la “scrittura” dell’icona è diventata preghiera visiva parallela alla musica.

Mentre gli artisti si esibivano io portavo avanti la scrittura dell’icona, in un dialogo tra arte sacra, spiritualità e liturgia visiva.

Nella fase finale della serata l’icona è stata portata sul palco ed è diventata parte integrante di una performance artistica.

Qui il video dell’entrata sul palco: JUBILMUSIC_2023

San Serafino e il discepolo

Ho finalmente finito l’icona “studio” iniziate al corso col maestro Norberto del Monastero di Bose. Rimane per me modello di studio per le montagne e per le sovrapposizioni di luci.

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San Serafino di Sarov

da “30 giorni” di Enzo Bianchi”

Serafino di Sarov è il santo più amato e venerato, con san Sergio di Radonez, tra tutti i santi russi; egli è una vera e propria «icona della spiritualità russa» (Pavel Evdokimov), una delle sue espressioni più mature e consapevoli. Serafino è il santo serafico, dolce e mite di cuore, uno dei volti più luminosi di tutta la tradizione ortodossa; ma vi è in lui anche un’eccedenza che trascende questa stessa tradizione che lo ha nutrito. Proprio perché egli ne incarna fino in fondo le radici, il suo messaggio ha una portata universale, per tutte le Chiese e per tutti gli uomini.

san serafino

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Monastero di Bose

E’ il 30 Novembre e stamattina presto mio marito mi ha portato qui per concedermi 5 giorni di ritiro, preghiera e corso di iconografia con l’iconografo Norberto. Questo luogo per me (per noi) è speciale perché nel dicembre del 2000 io e Federico ci siamo conosciuti e innamorati durante una chiacchiera dopo cena proprio qui. Era freddo ed eravamo fuori dal locale dove si lavavano i piatti. Ricorderò per sempre quel momento, quel sorriso, quella pace. Nei giorni successivi ci siamo appassionati delle nostre vite e gli ho lasciato il mio numero di telefono sul retro di uno scontrino. Una settimana dopo è venuto a trovarmi a Como e da allora non ci siamo più lasciati. Per noi Bose è magia, è incontro, è amore, è semplicità, è accoglienza, è sentirsi a casa, è essere in due con la complicità di Gesù, è pace, è ritrovarsi.

Monastero di Bose

Oggi è iniziato il corso. Norberto mi ha proposto una icona nuova e oggi ho ritrovato il piacere del disegno. Studiare le forme, copiarle, interpretarle, accoglierle. Dividere gli spazi e litigare con compasso e riga che continuano a sostenere che un cerchio si inscrive solo in un quadrato.

Questo è il modello che sto studiando: S. Serafino di Sarov in dialogo col suo discepolo.IMG_0054

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Madre della Tenerezza

Ho finito da pochi giorni questa icona per noi, per la mia famiglia e i nostri progetti insieme. Ci accompagnerà in questo periodo di cambiamento. Amen.

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Educatrice in Oratorio

Ogni tanto vengo chiamata a nuove sfide e questo mi piace perché mi aiuta a dare un senso nuovo alle mie giornate, alle mie risorse, alle mie debolezze.

Sono stata chiamata ad essere l’Educatrice dell’Oratorio della parrocchia che frequento da 13 anni per via del gruppo scout dove faccio servizio. Non è la mia parrocchia di origine perché io vengo da Verbania, ma è la mia Comunità di “adozione” perché sono battezzata da solo 14 anni e da 13 frequento la Chiesa di Gesù Maestro a Collegno, parrocchia di San Lorenzo.

Qualche anno fa è stato mandato a guidare la comunità e iniziare il suo mandato di Parroco Don Filippo Raimodi. Don Filippo lo avevo conosciuto anni prima quando nell’autunno del 2003, da poco a Torino, il mio primo colloquio di lavoro me lo ha fatto lui. Era direttore della Pastorale Giovanile e Presidente di NOI Torino (espressione territoriale dell’Associazione degli Oratori diocesani NOI). Serviva una sostituzione della loro segretaria per una mutua. E poi abbiamo iniziato a collaborare con le illustrazioni del Sussidio per i centri estivi della diocesi, i corsi animatori, progetti speciali in vista della GMG di Colonia del 2005 e abbiamo condiviso strade, pensieri, organizzazione di eventi, cene e pranzi. Devo molto a Don Filippo perché è colui che mi ha accolto nel mondo del lavoro in una città che mi spaventava. Eravamo troppo poco in confidenza perché lo invitassi al mio matrimonio e ora me ne pento. Poco dopo ha trasferito il mio ufficio accanto al suo e sono stata per quasi un anno l'”Ufficio GMG 2005″. Con il viaggio a Colonia è cambiata la confidenza e la stima reciproca.

Dopo Colonia ha lasciato l’incarico in curia ed è diventato Parroco dove io faccio il capo scout. Era sollevato quando mi ha detto che il mio “volto amico” lo faceva sentire accolto. Da li abbiamo condiviso progetti educativi, riunioni di Comunità Capi, abbiamo sperimentato la sua dedizione e la sua pazienza, abbiamo approfondito le sue rigidità e la sua saggezza, abbiamo affrontato fatiche e feste. Ed è aumentata la confidenza e la stima, seppur riconoscendoci diversi.

12118631_10207844365372929_4647017546843910096_nDon Filippo non è un uomo da grandi gesti di tenerezza ma da piccoli gesti che mi fanno sentire amata. L’articolo che ha voluto su La Voce del Popolo fa parte di questi.

E poi mi ha chiamata per questa nuova sfida: educatore dell’oratorio.

E allora eccomi qui, a scrivere un’icona per me, per noi, per i ragazzi che mi sono affidati. Maria Madre dei Giovani accompagnami in questo servizio. E conserva Don Filippo nel suo ministero. 

 

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Madre della tenerezza accompagnami

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2 icone nuove.

In questo periodo di Avvento, mentre mi preparo ad iniziare una tavola molto importante, ho finito due piccoline, pronte per arrivare per Natale.

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Durante l’estate…

Durante l’estate ripongo i pennelli e i pigmenti nell’armadio per dedicarmi ad una attività rigenerante: faccio la cuoca in alta montagna.

Quest’estate sono in Val di Lanzo presso il Rifugio Gastaldi (www.rifugiogastaldi.com).

Attività rigenerante per l’anima: mi occupo della cucina e di far star bene i clienti con torte sempre fresche, deliziose pietanze per ritemprare il corpo dopo la camminata, caldi minestroni di verdura fresca per la sera… E occuparmi, attraverso l’arte dell’ amore che passa per la cucina, delle persone con cui vivo e creo una famiglia estiva e delle persone che raggiungono questo posto perchè appassionate di montagna, mi scalda il cuore e mi fa vivere questo tempo al servizio della mia famiglia estiva e degli ospiti.

Attività rigenerate per il fisico: aria buona a 2600 mt, giornata ritmata dal lavoro e dall’accoglienza, movimento e tempo per guardare sorgere il sole resporando a pieni polmoni e, se il tempo è clemente risvegliando il corpo con il saluto al sole.

Attività rigenerante per lo spirito: vivere a queste altezze fa sentire vicini a Dio. Il Creato, l’equilibrio, i fiori, la neve, il vento, le marmotte, gli stambecchi, il tramonto: non puoi non accorgerti di una energia grande che avvolge tutto… Gli incontri con persone speciali che sembrano mandate da Dio per togliere quel velo e rimettere ordine nelle cose della vita. Il silenzio che riconduce più volte al giorno e in modo naturale al dialogo con Lui…

E così, anche se in modo diverso, continua ad essere vero “le mani all’opera e il cuore e Dio”, solo che le mani sono all’opera nell’arte antica della cura attraverso la cucina.