Questa è la sua storia.
Durante il periodo nero del cristianesimo, il periodo dell’iconoclastìa (VIII-IX sec.) durante il quale i fan di Teofilo l’iconoclasta distrussero tutto ciò che era santo e benedetto, gli iconòfili cristiani salvarono questa immagine sacra, che volò via dal castello di Istanbul via mare.
L’icona di Panaghia Kastrela giunse poi alle reti di un pescatore nel villaggio di Aftoni, sull’isola di Marmara in Asia Minore.
Il sacerdote del paese ricevette la sacra immagine e la collocò nella chiesa.
Tutto questo succedeva più di mille anni fa.
Poco prima che vi fosse il disastro dell’esodo dall’Asia Minore (inizio ‘900), l’icona era il gioiello della zona.
Un giorno si mise a tremare e cadde dalle mani di chi la stava adorando.
o che questo è stato un cattivo presagio per il disastro che sarebbe seguito.Gli anziani dicon
Dopo la fine delle guerre balcaniche (1911-13), tutti i Greci che abitavano in Asia Minore (almeno 2 milioni di persone) furono costretti ad emigrare in Grecia, dove furono a
ccolti come profughi. Quelli che venivano da Aftoni portarono con sé la sacra immagine bizantina e furono insediati nel piccolo villaggio di Pirgadikia, dove un sacerdote (il nonno di Anny, Athanasios Papagheorghiou, che veniva dal capoluogo Megali Panaghia) fu incaricato di curarsi di loro. Così in poco più di 10 anni fu costruita una grande chiesa per accogliere degnamente la sacra icona che secondo la tradizione era stata scritta all’inizio della diffusione del cristianesimo in Asia Minore (I-II sec.).