Nato in Macedonia nel 1460, frequenta vari monasteri e diventa segretario di un Santo Patriarca di Costantinopoli, oltre a insegnare. Scrittore di testi miniati, dopo aver svolto varie missioni in Asia Minore, nel 1510 si stabilisce definitivamente a Monte Athos, per continuare a studiare e insegnare. Rinuncia al Patriarcato, costruisce vari monasteri e rifiuta anche l’incarico di Arcivescovo di Salonicco, preferendo la vita semplice e la regola rigorosa e “luminosa” del monaco. Viene chiamato “calligrafo”, e se non ho capito male era anche compositore di musica sacra. Avvicinandosi la morte, chiede al suo allievo Isacco di non dire niente a nessuno e che il suo corpo sia lasciato nel bosco, “calandolo con una corda”, cosa che viene fatta. Ma quando gli altri si accorgono della sua scomparsa, cercano e trovano il corpo perché emanava un forte profumo di mirra. Per quello viene chiamato “Mirovlytis”, che significa appunto “grondante mirra” (appellativo che peraltro è attribuito anche ad altri santi). Scrisse 30 trattati ed era un eccellente bibliografo e bibliofilo. Morì il 7 luglio 1548. Sue reliquie sono custodite nel monastero di Pantokator a Monte Athos. La Chiesa Ortodossa lo celebra l’8 luglio.