La Pentecoste per Don Marco, nuovo Vescovo di Alba

11220813_10209343698415318_17719408711046543_nQuesta icona, voluta da Don Filippo e i suoi confratelli per Don Marco, nuovo Vescovo di Alba, accompagnerà Don Marco nel suo nuovo servizio, riportandolo al giorno dell’ordinazione il 7 giugno 1987, Solennità di Pentecoste, festa per la quale scelsero una miniatura della Pentecoste come immagine del loro cammino.

Da quella miniatura ho studiato il soggetto, originale e a tratti distante dall’iconografia e dalle sue regole, e realizzato questa preghiera.

L’icona, come si può vedere dalle due immagini sotto, riprende la geometria del pavimento e la decorazione del cielo, i colori degli abiti  e le mani giunte in preghiera, il libro aperto sulle ginocchia di Maria, sul quale si legge “furono tutti pieni di Spirito Santo”.

La colomba dello Spirito Santo scende dal cielo e tenuti raggi si dirigono verso i discepoli.

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I discepoli sulla strada verso Emmaus

discepoli di emmaus don marco

In questi giorni ho finito e spedito questa icona per la comunità della Parrocchia di Maria SS Assunta in Cielo di Caselle in Pittari (SA).

Don Marco con coraggio mi ha affidato questa preghiera e io, non senza timore, l’ho accolta in casa. Come tutte le volte separarsi per me è difficile ma sono felice che vivrà in comunione con la comunità di Don Marco facendo il suo ingresso con l’accompagnamento dei ragazzi alla cresima.

Qui la scheda con la descrizione.

Buon Cammino.

 

Pentecoste: lavori in corso

L’icona procede e con grande soddisfazione ancora una volta ho sperimentato che “diventa viva” nel momento di maggior crisi e quando vengono definiti i volti. Ora mentre lavoro ai dettagli finali quegli sguardi degli apostoli e di una Maria dolce e innamorata mi accompagnano donandomi sollievo.

pentecoste lavori in corso

Pentecoste

Atti 2,1-11: “Si compiva il giorno della Pentecoste , ed essi stavano riuniti nello stesso luogo. 2 D’ improvviso vi fu dal cielo un rumore, come all’ irrompere di un vento impetuoso, che riempì tutta la casa in cui si trovavano. 3 Apparvero ad essi delle lingue come di fuoco che si dividevano e che andarono a posarsi su ciascuno di essi. 4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava ad essi il potere di esprimersi. 5 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei devoti, provenienti da tutte le nazioni del mondo. 6 Al prodursi di questo rumore incominciò a radunarsi una gran folla, eccitata e confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7 Fuori di sé per la meraviglia dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8 Come mai ciascuno di noi li ode parlare nella propria lingua nativa? 9 Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’ Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell’ Egitto e delle regioni della Libia presso Cirene, Romani qui residenti, 11 sia Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, tutti quanti li sentiamo esprimere nelle nostre lingue le grandi opere di Dio!».

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Sto lavorando alla realizzazione di una complessa icona della Pentecoste che ha come modello una miniatura lontana dai canoni iconografici classici. Attraverso lo schema dei colori e delle geometrie del pavimento e dello sfondo, il committente riconoscerà il modello, seppur rielaborato nelle forme dei corpi e dei volti.

 

San Tommaso

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Finita l’icona di San Tommaso per il piccolo Tommaso che presto farà la prima comunione.

Mamma e papà sappiano accompagnarti nel giorno della tua prima comunione, la nonna possa insegnarti l’Amore di Gesù, San Tommaso ti protegga nel tuo cammino alla scoperta della felicità.

Leggi qui le informazioni su questa piccola icona e su San Tommaso.

San Serafino e il discepolo

Ho finalmente finito l’icona “studio” iniziate al corso col maestro Norberto del Monastero di Bose. Rimane per me modello di studio per le montagne e per le sovrapposizioni di luci.

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San Serafino di Sarov

da “30 giorni” di Enzo Bianchi”

Serafino di Sarov è il santo più amato e venerato, con san Sergio di Radonez, tra tutti i santi russi; egli è una vera e propria «icona della spiritualità russa» (Pavel Evdokimov), una delle sue espressioni più mature e consapevoli. Serafino è il santo serafico, dolce e mite di cuore, uno dei volti più luminosi di tutta la tradizione ortodossa; ma vi è in lui anche un’eccedenza che trascende questa stessa tradizione che lo ha nutrito. Proprio perché egli ne incarna fino in fondo le radici, il suo messaggio ha una portata universale, per tutte le Chiese e per tutti gli uomini.

san serafino

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Monastero di Bose

E’ il 30 Novembre e stamattina presto mio marito mi ha portato qui per concedermi 5 giorni di ritiro, preghiera e corso di iconografia con l’iconografo Norberto. Questo luogo per me (per noi) è speciale perché nel dicembre del 2000 io e Federico ci siamo conosciuti e innamorati durante una chiacchiera dopo cena proprio qui. Era freddo ed eravamo fuori dal locale dove si lavavano i piatti. Ricorderò per sempre quel momento, quel sorriso, quella pace. Nei giorni successivi ci siamo appassionati delle nostre vite e gli ho lasciato il mio numero di telefono sul retro di uno scontrino. Una settimana dopo è venuto a trovarmi a Como e da allora non ci siamo più lasciati. Per noi Bose è magia, è incontro, è amore, è semplicità, è accoglienza, è sentirsi a casa, è essere in due con la complicità di Gesù, è pace, è ritrovarsi.

Monastero di Bose

Oggi è iniziato il corso. Norberto mi ha proposto una icona nuova e oggi ho ritrovato il piacere del disegno. Studiare le forme, copiarle, interpretarle, accoglierle. Dividere gli spazi e litigare con compasso e riga che continuano a sostenere che un cerchio si inscrive solo in un quadrato.

Questo è il modello che sto studiando: S. Serafino di Sarov in dialogo col suo discepolo.IMG_0054

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Madre della Tenerezza

Ho finito da pochi giorni questa icona per noi, per la mia famiglia e i nostri progetti insieme. Ci accompagnerà in questo periodo di cambiamento. Amen.

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Educatrice in Oratorio

Ogni tanto vengo chiamata a nuove sfide e questo mi piace perché mi aiuta a dare un senso nuovo alle mie giornate, alle mie risorse, alle mie debolezze.

Sono stata chiamata ad essere l’Educatrice dell’Oratorio della parrocchia che frequento da 13 anni per via del gruppo scout dove faccio servizio. Non è la mia parrocchia di origine perché io vengo da Verbania, ma è la mia Comunità di “adozione” perché sono battezzata da solo 14 anni e da 13 frequento la Chiesa di Gesù Maestro a Collegno, parrocchia di San Lorenzo.

Qualche anno fa è stato mandato a guidare la comunità e iniziare il suo mandato di Parroco Don Filippo Raimodi. Don Filippo lo avevo conosciuto anni prima quando nell’autunno del 2003, da poco a Torino, il mio primo colloquio di lavoro me lo ha fatto lui. Era direttore della Pastorale Giovanile e Presidente di NOI Torino (espressione territoriale dell’Associazione degli Oratori diocesani NOI). Serviva una sostituzione della loro segretaria per una mutua. E poi abbiamo iniziato a collaborare con le illustrazioni del Sussidio per i centri estivi della diocesi, i corsi animatori, progetti speciali in vista della GMG di Colonia del 2005 e abbiamo condiviso strade, pensieri, organizzazione di eventi, cene e pranzi. Devo molto a Don Filippo perché è colui che mi ha accolto nel mondo del lavoro in una città che mi spaventava. Eravamo troppo poco in confidenza perché lo invitassi al mio matrimonio e ora me ne pento. Poco dopo ha trasferito il mio ufficio accanto al suo e sono stata per quasi un anno l'”Ufficio GMG 2005″. Con il viaggio a Colonia è cambiata la confidenza e la stima reciproca.

Dopo Colonia ha lasciato l’incarico in curia ed è diventato Parroco dove io faccio il capo scout. Era sollevato quando mi ha detto che il mio “volto amico” lo faceva sentire accolto. Da li abbiamo condiviso progetti educativi, riunioni di Comunità Capi, abbiamo sperimentato la sua dedizione e la sua pazienza, abbiamo approfondito le sue rigidità e la sua saggezza, abbiamo affrontato fatiche e feste. Ed è aumentata la confidenza e la stima, seppur riconoscendoci diversi.

12118631_10207844365372929_4647017546843910096_nDon Filippo non è un uomo da grandi gesti di tenerezza ma da piccoli gesti che mi fanno sentire amata. L’articolo che ha voluto su La Voce del Popolo fa parte di questi.

E poi mi ha chiamata per questa nuova sfida: educatore dell’oratorio.

E allora eccomi qui, a scrivere un’icona per me, per noi, per i ragazzi che mi sono affidati. Maria Madre dei Giovani accompagnami in questo servizio. E conserva Don Filippo nel suo ministero.