Ecco una foto di aggiornamento del lavoro di ieri
Terza domenica di Pasqua
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,35-48.
In quel tempo, di ritorno da Emmaus, i due discepoli riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;
egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse:
«Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno
e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni.
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Ho scritto una seconda copia della Vergine di Panaghia Kastreli che mi ha fatto avere mio padre.
La tavola era già pronta da giorni e mi stava aspettando.
E’ incredibile come siano venute diverse… miscele diverse di ocra e terre del volto, qualità diverse di bianco, lise espressive leggermente differenti… e tutto cambia.
Il modello non presenta tante sfumature di luce e i tratti neri e rigidi ne conferisco un carattere particolare. Forse perché è tanto diversa dai modelli a cui sono abituata che mi affascina in modo del tutto eccezionale.
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Ho finito la copia “restaurata” di questa icona che ha visto avvicinarsi a sé e cercare il rapporto intimo della devozione donne e uomini di tutta la storia del cristianesimo.
Il maestro che la scrisse, seppur nella semplicità dei tratti di luce sugli abiti, esprime grande maestria nell’utilizzo dell’oro e nella scrittura dei volti, compatti nel colore, dolci nello sguardo, carismatici nell’espressione.
Ho dovuto ricostruire alcune forme e inventarne il profilo. L’ideatore di questa icona saprà accogliere e perdonare il mio gesto qualora fosse infedele al modello.![]()
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«L’amore più grande», tema proposto dall’Arcivescovo per l’anno pastorale 2014-2015, è associato ad un’immagine che ne richiami la profondità spirituale e la dimensione educativa. Martedì 3 febbraio, alle ore 21, presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino, Mons. Cesare Nosiglia ha benedetto questa un’icona, «scritta» appositamente per invitare i giovani e le loro comunità alla contemplazione dell’amore più grande. L’icona sta compiendo un pellegrinaggio negli Oratori della Diocesi nelle diverse realtà giovanili di associazioni, case religiose, movimenti e gruppi, quale occasione di preghiera con i giovani e per i giovani, nel Bicentenario di don Bosco, in preparazione all’Ostensione della Sindone e all’attesa visita di Papa Francesco.
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Riprendo da “La voce del Tempo” le foto della splendida ed emozionante serata in cui il nostro Vescovo Cesare Nosiglia ha benedetto l’icona dell’Amore più Grande.
Qui l’articolo di Federica Bello.
Qui la galleria.
Grazie Vescovo Cesare e grazie Don Luca
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Nei giorni scorsi sono andata a cercare la tavola di legno per questo progetto e l’ho trovata nella casa in montagna, col mio papà. Prima era una credenza, fatta con un legno forte e duro. M
entre la levigavo con cura ho scoperto che è anche profumato. Poi ho preparato la colla di coniglio, ho incollato la tela e fatto la gessatura. Mentre il gesso asciuga ho iniziato a studiare il disegno. Il soggetto originale è molto rovinato quindi prima ho dovuto “restaurare ‘immagine”. E’ stato divertente, osservavo i dettagli e con la tempera aggiungevo un puntino di colore qui e uno li su una stampa fatta su cartoncino. Ho ridotto le lacune e scoperto in frammenti di colore le forme e i confini che mancavano. Una volta ottenuta una foto ritoccata a tempera ho iniziato lo studio vero ed eccomi qui. Pronta a levigare la tavola e procedere.
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Ecco il nuovo progetto.
Durante il periodo nero del cristianesimo, il periodo dell’iconoclastìa (VIII-IX sec.) durante il quale i fan di Teofilo l’iconoclasta distrussero tutto ciò che era santo e benedetto, gli iconòfili cristiani salvarono questa immagine sacra, che volò via dal castello di Istanbul via mare.
L’icona di Panaghia Kastrela giunse poi alle reti di un pescatore nel villaggio di Aftoni, sull’isola di Marmara in Asia Minore. Continua a leggere
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Questa icona, nata per i giovani in occasione dell’ostensione della S.Sindone, del bicentenario della nascita di S.Giovanni Bosco e della venuta di Papa Francesco a Torino, è stata immaginata per rappresentare l’Amore più grande, cioè il sacrificio in croce di Gesù, ma anche l’amore dei Santi di Torino, in particolare i Santi dei giovani e legati alla Sindone e l’amore degli sposi. Un progetto giustamente ambizioso!
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